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Vincent Fichot: cronologia di un padre francese separato dai figli in Giappone

Dal 10 agosto 2018 Vincent Fichot sostiene di non aver più visto i due figli franco-giapponesi. La sua vicenda è passata da Tokyo al Parlamento europeo, fino allo sciopero della fame durante le Olimpiadi.

10 agosto 2018

Vincent Fichot è un cittadino francese residente da anni in Giappone. Secondo il suo racconto, ripreso da diverse testate internazionali, il 10 agosto 2018 rientra nella casa familiare a Tokyo e non trova più la moglie giapponese né i due figli. I bambini hanno nazionalità francese e giapponese.

Fichot sostiene di non averli più visti da quel giorno. In dichiarazioni pubbliche e in un post citato da Arab News Japan, li chiama Kaede e Tsubasa.

La vicenda si inserisce nel sistema giapponese allora fondato sulla custodia esclusiva dopo il divorzio. Nel caso Fichot, però, al momento della separazione i coniugi risultano ancora sposati. Fichot ha più volte sostenuto che, pur avendo ancora diritti legali di padre, i tribunali giapponesi non abbiano imposto alla moglie di consentire incontri con i figli.

Dicembre 2018: la conferenza stampa al FCCJ

Il 12 dicembre 2018 Fichot partecipa a una conferenza stampa al Foreign Correspondents' Club of Japan sul tema della sottrazione di minori in Giappone. Con lui intervengono l'avvocato Akira Ueno, la psicologa clinica Noriko Odagiri e il padre italiano Tommaso Perina.

In quella sede Fichot racconta la scomparsa dei figli e denuncia l'impossibilità di ottenere visite effettive. Il caso viene presentato insieme ad altri casi di genitori stranieri e giapponesi esclusi dalla vita dei figli dopo una separazione.

2019-2020: petizione e Parlamento europeo

Nel 2019 Fichot presenta una petizione al Parlamento europeo. Nel febbraio 2020, insieme a Tommaso Perina, porta il tema davanti alla commissione per le petizioni a Bruxelles.

L'8 luglio 2020 il Parlamento europeo approva una risoluzione sulla sottrazione internazionale e domestica di minori dell'Unione europea in Giappone. La risoluzione chiede alle autorità giapponesi di applicare gli obblighi internazionali, far rispettare le decisioni giudiziarie e garantire il contatto dei minori con entrambi i genitori quando ciò è nell'interesse del bambino.

Luglio 2021: sciopero della fame a Sendagaya

Il 10 luglio 2021 Fichot inizia uno sciopero della fame vicino alla stazione di Sendagaya, nell'area dello Stadio nazionale di Tokyo, durante le Olimpiadi. Porta con sé cartelli e fotografie dei figli. La protesta viene ripresa da Reuters, Japan Times e Arab News Japan.

Secondo Reuters, il 30 luglio dieci diplomatici europei incontrano Fichot ed esprimono sostegno alla sua richiesta. Arab News Japan parla di nove ambasciatori europei, incluso l'ambasciatore francese. Nello stesso periodo Fichot incontra anche membri dello staff del presidente Emmanuel Macron. Macron, presente in Giappone per i Giochi, riferisce di aver sollevato il tema della custodia con il primo ministro Yoshihide Suga.

Il 28 luglio, dopo quasi venti giorni senza cibo, Fichot sviene e si frattura un dito. Il 31 luglio Arab News Japan riporta che deve lasciare il presidio per sottoporsi a un intervento chirurgico con anestesia generale e inserimento di una placca in titanio. Lo sciopero termina dopo 21 giorni.

Nel post Facebook citato da Arab News Japan, Fichot scrive di essere "estremamente deluso" per dover interrompere la protesta. Nella stessa dichiarazione afferma che l'obiettivo dello sciopero era arrivare a una condizione fisica critica per mostrare alle autorità la sofferenza dei figli e chiedere il ritorno di Kaede e Tsubasa.

Novembre 2021: il mandato d'arresto francese

Il 30 novembre 2021 AFP ed Euronews riportano che la giustizia francese ha emesso un mandato d'arresto nei confronti della moglie giapponese di Fichot. Le accuse riportate dalla stampa sono sottrazione di minori e messa in pericolo di minore.

Secondo la stampa francese, il mandato riguarda il fatto che i due figli hanno cittadinanza francese e che Fichot aveva denunciato la scomparsa dei bambini alle autorità francesi.

Dicembre 2022: la moglie parla al FCCJ

Il 14 dicembre 2022 la moglie di Fichot interviene al Foreign Correspondents' Club of Japan in collegamento video, senza rendere pubblico il proprio nome per ragioni di privacy. Secondo Japan Times, contesta la versione del marito e sostiene di non poter consentire visite per mancanza di fiducia.

Sempre secondo Japan Times, la donna afferma di essere andata via perché Fichot l'avrebbe minacciata e dice di voler discutere la situazione in un ambiente tranquillo che non interrompa la vita quotidiana dei figli. I suoi avvocati presentano la vicenda come una disputa familiare da trattare in sede giudiziaria.

2024-2026: la riforma della custodia

Nel maggio 2024 il Parlamento giapponese approva una riforma del codice civile che introduce la possibilità della custodia congiunta dopo il divorzio. La riforma entra in vigore nel 2026.

Il caso Fichot resta citato dalla stampa internazionale tra le vicende che hanno reso visibile, fuori dal Giappone, il problema dei genitori esclusi dalla vita dei figli dopo una separazione. Le fonti pubbliche consultate non documentano, alla data di aggiornamento di questo articolo, un ricongiungimento stabile tra Fichot e i figli.